Il profilo economico

L’ECONOMIA NELLE PROVINCE DI VENEZIA E ROVIGO

La demografia d’impresa a fine 2020 

A fine 2020 la Camera di Commercio Venezia Rovigo conta 132.178 localizzazioni registrate di cui 118.881 attive, in diminuzione rispetto ai valori del 2019 dello 0,4%, un dato condizionato da una contrazione delle sedi di impresa dello 0,7% e da un contemporaneo aumento delle unità locali dipendenti dello 0,5%.

All’interno di un quadro in peggioramento rispetto al consuntivo dell’anno 2019 si confermano alcune tendenze in atto nel tessuto imprenditoriale delle due province con minori effetti percentuali sul tessuto produttivo della città metropolitana di Venezia, che segna una contrazione del 0,2% nel totale delle localizzazioni attive, in linea con i risultati registrati a livello Veneto e un ulteriore rallentamento in provincia di Rovigo, dove le localizzazioni attive sono in flessione dello 0,9% rispetto allo scorso anno.

Si aggrava, infatti, la contrazione del numero delle sedi di impresa: -305 unità attive a Venezia (-0,5% in termini percentuali) e -336 a Rovigo (-1,4%).  Tra queste prosegue la contrazione delle sedi d’impresa artigiane e delle imprese giovanili e, in provincia di Rovigo, si vedono effetti negativi anche per le imprese straniere.

Per contro, continua ma rallenta l’aumento delle unità locali: +85 unità locali attive a Venezia (+0,4%), +61 a Rovigo (+1,2%).

L’analisi settoriale evidenzia flessioni in quasi tutti i settori a con effetti percentualmente più importanti su industria (-1,6% localizzazioni totali), agricoltura (-1,5%) e commercio (-1,2%). Variazioni positive di rilievo solo per i servizi alle imprese e finanziari. Contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, vista la crisi del settore turistico, si registra infine una variazione positiva di 80 unità anche nel settore “attività dei servizi di alloggio e ristorazione” per la provincia di Venezia (+0,7%).

Ma è sul flusso di iscrizioni e cessazioni al Registro delle imprese che nel 2020 si registra un  record negativo. Rispetto all’anno precedente le iscrizioni alla Camera di Commercio di Venezia Rovigo sono diminuite del 20,2%(4.562 contro le 5718 del 2019). Parallelamente, le cessazioni hanno fatto segnare un calo più contenuto del 14,4% per le cessazioni non d’ufficio (4.992 contro 5.833 nel 2019). Da segnalare, ai fini di una maggiore correttezza dei dati pubblicati dal Registro delle Imprese della Camera di Commercio, che a queste vanno sommate 441 cancellazioni d’ufficio di imprese non più operative da tempo, registrate nel 2020 al termine delle procedure che interessano anche altri enti.

Iscrizioni e cessazioni area Venezia Rovigo

Come già evidenziato nei passati trimestri l’incertezza sull’evoluzione della pandemia e la diffusa attesa riguardo gli effetti previsti dai provvedimenti di ristoro messi in campo dalle istituzioni hanno creato un effetto congelamento sulla demografia di impresa. La forte contrazione dei flussi di iscrizioni e cancellazioni delle imprese suggerisce dunque cautela nella quantificazione delle conseguenze del forzato rallentamento delle attività in molti settori economici. Per quantificare gli effetti prodotti nel 2020 dalla crisi pandemica sul tessuto imprenditoriale, sarà necessario attendere le risultanze del primo trimestre dell’anno in corso: normalmente, infatti, le comunicazioni di chiusura dell’attività relativa agli ultimi giorni dell’anno vengono registrate e conteggiate nel nuovo anno.

Per quanto riguarda l’occupazione, Veneto Lavoro segnala nel 2020 un saldo occupazionale positivo di 620 unità nella provincia di Rovigo, contro un saldo negativo per l’area veneziana di 6.433 unità. Riguardo al dato della domanda di lavoro, il confronto con il 2019 manifesta un dato fortemente negativo per la provincia di Venezia, che passa da 150.177 a 97.492, con una perdita di 52.685 unità, pari ad una percentuale negativa del 35%, causata dall’impatto drammatico che l’emergenza sanitaria globale, con conseguenti lockdown generalizzati, ha avuto nel comparto del turismo. L’area polesana, pur con dati negativi rispetto all’annualità precedente, registra invece la variazione percentuale minima a livello di confronto tra le provincie venete: si segnala un calo di 3.243 assunzioni, pari ad una diminuzione del 10,9% rispetto al 2019. 

 VENEZIA

Nel Veneziano il tessuto produttivo a fine dicembre 2020 è costituito da 89.854 localizzazioni di impresa attive, un dato in diminuzione rispetto ai valori dell’anno precedente dello 0,2%, condizionato da una contrazione delle sedi di impresa dello 0,5% e da un contemporaneo aumento delle unità locali dipendenti dello 0,4%. Tra le sedi di impresa, rispetto al IV trimestre 2019, continuano a registrare una crescita costante del 3,1% quelle a titolarità straniera. Tendenza negativa invece per le imprese femminili, con un calo delle registrazioni dello 0,8%, e più marcata per quelle a conduzione giovanile, con una diminuzione del 2,8% rispetto all’anno precedente, ma un aumento dell’1,9% rispetto al III trimestre 2020.

A livello settoriale, le variazioni negative rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, si registrano per l’industria (-1,4%) le attività agricole (-1,4%), seguite da commercio (-1,2%) e trasporti (-0,3%); valori stazionari invece per il settore costruzioni. Nel comparto dell’industria si segnala comunque l’aumento del numero di imprese della divisione “Riparazione, manutenzione ed installazione di macchine” che passano da 656 a 708 (+7,9%) e della divisione “Industrie alimentari” che aumentano di 10 unità. In termini percentuali, l’avanzamento più sensibile si registra nei servizi finanziari e assicurativi (+2,3%) e nei servizi alle imprese (+1,4%). Riguardo agli ultimi due comparti, si segnalano incrementi nelle divisioni “attività di servizi finanziari” (+29 unità), “attività immobiliari” (+64 unità), “produzione di software e consulenza informatica” (+34 unità), “pubblicità e ricerche di mercato” (+24 unità) “attività di servizi per edifici e paesaggio” (+33 unità) e “attività di supporto per le funzioni d’ufficio” (+47 unità). Stupisce inoltre l’aumento di unità locali nel settore “attività dei servizi di alloggio e ristorazione”, che passano da 4.043 a 4.144 (+2,5%).

Rispetto all’anno precedente le iscrizioni di imprese con sede in provincia di Venezia sono diminuite del 19,8% (3.498 contro le 4.363 del 2019). Parallelamente, le cessazioni non d’ufficio hanno fatto segnare un calo più contenuto del 15,4% (3.670 contro 4.336 nel 2019).

In particolare, tra ottobre e dicembre, si sono registrate 774 iscrizioni di nuove imprese in provincia di Venezia, comunque ridotte del 15,1% rispetto le 912 del quarto trimestre 2019, ma in aumento del 4,9% rispetto alle 738 del terzo trimestre. D’altro canto le cancellazioni non d’ufficio seguono lo stesso trend attestandosi a 823, il 18,5% in meno rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, ma in aumento del 43,1% rispetto al terzo trimestre 2020.

ROVIGO

Nella provincia di Rovigo a fine dicembre 2020 sono 29.027 le localizzazioni di impresa attive, con una diminuzione rispetto ai valori dell’anno precedente dello 0,9% e dello 0,2% rispetto al terzo trimestre 2020. Le sedi di impresa a conduzione giovanile vedono una decisa diminuzione (-7,9%) rispetto al 2019, pur registrando un incremento del 2% rispetto al trimestre precedente. Più lieve invece il calo registrato nello stock di imprese straniere (-0,7%) e di imprese a conduzione femminile (-1,3%).

I settori in maggior sofferenza sono l’industria (-2,1%), seguita dai trasporti (-2%), agricoltura (-1,6%) e commercio (-1,3%). Gli unici settori con segni positivi sono i servizi alle imprese (+1,4%) e i servizi alle persone (+0,1%). All’interno di quest’ultimi, si segnala l’aumento di 18 sedi di aziende che svolgono l’attività di “altre attività professionali, scientifiche e tecniche” e di 11 unità delle imprese della divisione “supporto per le funzioni di ufficio”.

Queste dinamiche settoriali sono comunque molto ridotte e riflettono tendenzialmente i trend precedenti all’inizio dell’emergenza sanitaria.

Rispetto all’anno precedente le iscrizioni di imprese con sede in provincia di Rovigo sono diminuite del 21,5 (1064 contro 1355 nel 2019). Parallelamente, le cessazioni hanno fatto segnare un calo più contenuto del 11,7% per le cessazioni non d’ufficio (1322 contro 1497 nel 2019).

In particolare tra ottobre e dicembre, le iscrizioni di nuove imprese sono state 282 contro le 292 dell’ultimo trimestre 2019 (il 3,4% in meno) e con un aumento del 22,6% rispetto al trimestre antecedente. Le cancellazioni non d’ufficio si attestano invece a 280 questo trimestre, -9,7% rispetto all’anno precedente e +42,1% rispetto al terzo trimestre 2020.