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provincia di Venezia, tra tradizione e
innovazione"
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Venezia in cifre 2009
Situata nella parte orientale della Pianura padana, la provincia di Venezia – con 853.132 abitanti – si sviluppa a semicerchio lungo il Mar Adriatico, dalla foce del fiume Tagliamento a Nord, all'Adige a Sud, per uno sviluppo costiero di circa 96 Km. Confina con le province di Udine (ad Est), Pordenone e Treviso a Nord, Padova e Rovigo (rispettivamente ad Ovest e a Sud), e rappresenta lo sbocco al mare di una delle aree più ricche e più produttive del Paese.
Sono presenti tutte le infrastrutture necessarie ad una grande area metropolitana: il porto passeggeri e commerciale a Venezia, quello industriale, commerciale e petrolifero a Marghera, quello commerciale e peschereccio di Chioggia, l'aeroporto internazionale Marco Polo di Tessera (terzo scalo italiano per passeggeri di linea) e l’aeroporto turistico Nicelli in Lido di Venezia.
Una moderna rete di autostrade consente un allacciamento efficiente sia con l'interno (Milano-Torino, Bologna-Firenze-Roma, Ravenna-Ancona) sia con l'estero (la Baviera, il Tirolo, i Balcani). Una fitta rete di strade statali a lunga percorrenza, un articolato sistema idroviario, ottimi collegamenti ferroviari nazionali ed internazionali pongono l'intera area in una posizione strategica nei rapporti con il mar Mediterraneo, l'Italia e il Centro Europa.
Venezia costituisce infatti un importante snodo del Corridoio Transeuropeo n. 5 – grande asse ferroviario ed autostradale che l’UE si è impegnata a realizzare entro il 2015 e che, lungo un asse Ovest-Est, collegherà Barcellona a Kiev – e potrà quindi sfruttare le direttrici logistiche con il bacino dell’Est Europa.
Dai dati più recenti elaborati dall’Istituto G. Tagliacarne di Roma (anno 2007) relativi alla provincia di Venezia, emerge che il valore aggiunto ha origine per l’1,2% dall'agricoltura, per il 20,4% dall'industria manifatturiera, per il 6,9% dalle costruzioni, per il 71,4% dai servizi.
Nel 2008, le forze lavoro in provincia di Venezia ammontano a oltre 371 mila unità e sono costituite per il 58% da uomini e per il restante 42% da donne. Il tasso di attività provinciale (rapporto tra forze lavoro e popolazione compresa tra 15-64 anni) è pari, secondo le rilevazioni dell’Istat, al 65,7%, contro un dato a livello regionale del 68,9%.
Il tasso di occupazione (rapporto tra occupati e popolazione compresa tra 15-64 anni) della provincia di Venezia è del 63,3% (quello veneto è pari al 66,4%), mentre il tasso di disoccupazione (rapporto tra persone in cerca di occupazione e forze lavoro) è del 3,6%, in linea con quanto registrato in Veneto.
Del totale occupati nella provincia (358 mila), il 2,4% trova lavoro nel comparto agricoltura, il 29% nell’industria, il 68,4% nel commercio e nei servizi.
In flessione nell’anno di riferimento risulta l’andamento degli scambi con l’estero. Nel 2008 le esportazioni, pari a 4,5 miliardi di euro (i dati sono ancora provvisori), sono diminuite del 15,7%, un calo che si presenta superiore a quello regionale (-4,6%). Rispetto al 2007, i settori, tra i più rilevanti della provincia, che evidenziano delle diminuzioni sono i mezzi di trasporto (-41,4%), i metalli e i prodotti in metallo (-28,3%) e i prodotti chimici e le fibre sintetiche e artificiali (-25,7%), mentre al contrario vi sono degli aumenti per le macchine e gli apparecchi meccanici (+5,6%), per l’alimentare (+16,3%), per il tessile (+5,4%) e per i prodotti petroliferi raffinati (+5,7%).
Per quanto riguarda le produzioni tipiche della provincia di Venezia, si segnala una diminuzione dell’export di calzature (-13,7%) e del vetro e prodotti in vetro (-14%), di mobili (-7,1%). Registra invece una leggera flessione (-1,1%) l’esportazione di apparecchi di illuminazione e lampade elettriche.
Tra i principali partner della provincia, continua a svolgere un peso determinante l’Europa dove le esportazioni hanno registrato un decremento del 4,4% rispetto al 2007: tra i Paesi europei è da segnalare un aumento del 40,8% nelle esportazioni verso la Svizzera e del 10,8% verso la Federazione Russa, mentre tra i paesi dell’Unione Europea si registra una diminuzione del 20,7% delle cessioni verso la Germania e del 2,2% verso la Francia. Positivo, invece, il volume delle cessioni verso l’Austria: + 8,2% rispetto al 2007. L’export verso i Paesi NAFTA (U.S.A., Canada, Messico) registra invece un -16,7% verso gli Stati Uniti ma riporta un incremento del 31,6% con Il Canada e del 31% verso il Messico.
La frenata dell’export interessa anche i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Venezuela), verso i quali si rileva una diminuzione delle esportazioni del 14,7% rispetto al 2007. In calo netto anche le esportazioni verso Cina e Giappone, che registrano rispettivamente un - 28,6% e - 27% rispetto all’anno precedente. Note positive provengono, invece, dai flussi verso il Medioriente e l’Asia, che registrano aumenti dell’export verso Kuwait (+78,7%), Bahrein (+63,6%) Libano (+47,1%), Iran (+ 28,6), Arzebaijan (+66,3%) e India (+31,7%).
Anche sul fronte delle importazioni la provincia di Venezia registra un dato negativo (-7% rispetto al 2007), pur mantenendosi il peso dell’import complessivamente superiore all’export, anch’esso in calo. Venezia si colloca infatti al 4° posto nella graduatoria della province venete, dopo Verona, Vicenza e Treviso, con un peso relativo del 14,3 per cento. Nella graduatoria dei principali Paesi fornitori la Libia occupa il primo posto (-8,4%), seguita dalla Germania (-5,9%), dagli Stati Uniti (-8,5% rispetto al 2007) e dalla Francia (+12,8%).
Nel 2008 la dinamica complessiva dell’interscambio commerciale della provincia di Venezia porta ad un saldo passivo di 881 milioni di euro circa, valore che registra un aggravio di oltre 200 milioni rispetto a quanto registrato l’anno precedente.
LE ATTIVITA' ECONOMICHE
La provincia di Venezia si contraddistingue per la grande varietà dei comparti produttivi:
- il sistema portuale ed aeroportuale e i relativi servizi intermodali e logistici, che hanno visto il riconoscimento da parte della Regione Veneto (in base alla Legge Regionale n. 8/2003 e successive modifiche) del “Metadistretto Logistico Veneto” che riunisce le imprese del settore operanti nelle province di Verona, Padova, Venezia e Treviso;
- il turismo e i servizi alberghieri e di ristorazione: sono diffusi, oltre a Venezia, anche lungo la Riviera del Brenta, grazie all’attrattiva delle Ville Venete e lungo l'intero litorale, con un dato complessivo di circa 8.000 imprese turistiche attive. I dati della Regione Veneto relativi al 2008, segnalano 7,3 milioni di arrivi (il 71,5% costituito da cittadini stranieri) e oltre 33 milioni di presenze, di cui il 65,7% di turisti provenienti dall’estero. Da segnalare Il Metadistretto Turistico della Regione Veneto, riconosciuto ai sensi della Legge Regionale n. 8/2003 e successive modifiche; esso rappresenta il primo caso di Metadistretto turistico regionale in Italia, che aggrega 1.235imprese del settore con 23.760 addetti, allo scopo di potenziare la presenza e la visibilità dell’offerta turistica veneta nei grandi circuiti turistici mondiali, anche tramite la credibilità derivante da un brand unitario, quale veicolo promozionale del sistema turistico regionale;
- il comparto agro-alimentare che comprende alcune delle produzioni di cereali più importanti del veneto Orientale, tra cui mais, grano, orzo; le coltivazioni industriali di soia e barbabietola; l'orticoltura, con il rinomato radicchio rosa di Chioggia; i vini prodotti principalmente nell’area orientale della provincia, intorno a Portogruaro, con la celebre zona a denominazione d'origine controllata di Lison-Pramaggiore, e gli altrettanto noti vini del Piave, nei dintorni di San Donà di Piave, nonché le più recenti DOC “Riviera del Brenta” e “Corti Benedettine del Padovano”, situate nella parte occidentale della provincia.
Sono presenti inoltre importanti aziende produttrici di acque minerali e bevande, paste alimentari, industrie conserviere;
- la pesca e l’acquacoltura, imperniata sulla marineria di Chioggia e sulla vallicoltura in laguna, che dà varietà pregiate come l'orata e il branzino;
- il polo industriale di Porto Marghera dove sono presenti i settori della chimica, della lavorazione del gas e dell'energia, delle materie plastiche, della ceramica e del vetro industriale, nonché il settore metalmeccanico e siderurgico;
- il comparto dei mezzi di trasporto, che raggruppa l'industria cantieristica, famosa a livello internazionale per aver costruito alcune delle navi passeggeri più grandi del mondo: la rilevanza del settore è testimoniata dal riconoscimento da parte della Regione Veneto nel 2008 del “Distretto della Cantieristica Nautica Veneziana”, ai sensi della Legge Regionale n. 8/2003 e successive modifiche; il settore degli aeromobili, infine è specializzato nella trasformazione, manutenzione e costruzione di parti di velivoli. Le aziende del settore si sono costituite nel “Distretto Veneto dell’Aerospazio e dell’Astrofisica – SKYD” riconosciuto dalla Regione Veneto. Importante anche la produzione di motocicli e di parti di ricambio per l'industria motoristica;
- il “Distretto della Calzatura”, che riunisce, in particolare le aziende situate lungo la Riviera del Brenta e il “Distretto del Vetro artistico di Murano”, settori entrambi di antica tradizione produttiva e a forte vocazione internazionale, che sono stati riconfermati quali importanti filiere produttive con la Legge Regionale n. 8 del 2003 e successive modifiche. Il primo ricava dall'export il 90% del fatturato; il secondo esporta oltre il 50% del valore prodotto;
- il polo tecnologico delle nanotecnologie, che vede coinvolti il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la Regione Veneto, i Comuni, le Province e le Camere di Commercio di Venezia e Padova e che si prefigge - per il tramite della società consortile per azioni Veneto Nanotech - di stimolare le aziende a conoscere ed applicare le nanotecnologie ai propri processi produttivi e contemporaneamente di rendere il Veneto un ambiente fertile in questo settore attraverso l’attrazione di centri di ricerca e la formazione di eccellenza;
- METAS – Metadistretto Veneto dell’Ambiente per lo Sviluppo Sostenibile, con sede presso il Parco Scientifico Tecnologico di Venezia Marghera. E’ un distretto atipico rispetto ai cluster produttivi classici, il primo in Italia che aggrega imprese, enti ed istituzioni che si occupano a vario titolo di ambiente. Aderiscono a METAS oltre 400 imprese venete, e, tra i soggetti istituzionali, si annoverano il CNR, lo IUAV e l’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, enti locali, Associazioni di categoria e di volontariato;
- va inoltre ricordato il Patto per lo sviluppo del “Metadistretto Veneto dei Beni Culturali” – riconosciuto dalla Regione Veneto – che raggruppa le imprese operanti nella filiera del restauro e conservazione di beni culturali mobili ed immobili.
Per ulteriori informazioni sui distretti presenti in provincia di Venezia e nella regione Veneto consultare il sito: http://www.distrettidelveneto.it/
Infine, vi è un'articolata presenza sul territorio di sistemi di dimensioni più ridotte come ad esempio il comparto del tessile-abbigliamento-maglieria, che si sviluppa principalmente nei Comuni di Cavarzere, Cona e Chioggia, e del mobile, la cui produzione è situata prevalentemente nella zona orientale della provincia veneziana.
PROSPETTIVE
Gli sforzi del sistema pubblico veneziano sono rivolti a favorire l’internazionalizzazione delle Piccole Medie Imprese della provincia, con particolare riguardo all'integrazione delle stesse nell'area Veneta - uno dei sistemi produttivi più avanzati d'Europa - e con i mercati emergenti dell'area Mediterranea e dell'Europa centrale ed orientale, soprattutto con riferimento ai dieci Paesi entrati a far parte dell’Unione Europea il 1° maggio 2004 (Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Estonia, Lettonia, Lituania. Polonia, Ungheria, Slovenia, Malta e Cipro), e a Romania e Bulgaria, entrate nella U.E. dal 1 gennaio 2007, senza dimenticare le opportunità offerte da mercati quali Cina, India, Russia e Brasile.
Al tempo stesso è vitale la valorizzazione delle specificità turistiche di Venezia, che ne fanno una meta unica al mondo, nonché delle potenzialità offerte dalle spiagge del litorale e dalle ville della Riviera del Brenta, coniugando le esigenze di un turismo culturale delle città d’arte, con quello enogastronomico e balneare. Di qui la necessità di continuare a migliorare le infrastrutture ed i collegamenti con iniziative rivolte a particolari segmenti di mercato (ad esempio il traffico crocieristico, i collegamenti con l'Oriente, i traghetti veloci).
Complemento naturale di queste strategie è l'Ambiente, da qui l’esigenza di indirizzare la crescita verso uno “sviluppo sostenibile” sia dal punto di vista economico che sociale e ambientale.
L’obiettivo è, dunque, il miglioramento qualitativo dell’economia e non unicamente la sua crescita quantitativa.
La ricerca di forme di energia rinnovabili, alternative e pulite, quale potrebbe essere quella generata dall’idrogeno, è un esempio delle sfide che l’industria gravitante intorno al polo di Porto Marghera dovrà necessariamente affrontare nei prossimi anni.
I primi progetti di riqualificazione urbanistica hanno già prodotto risultati importanti, come il Parco Scientifico e Tecnologico a Marghera, incubatore di imprese operanti nel campo della ricerca, dei nuovi materiali, delle bio-tecnologie e dell'informatica.
Infine, per quello che riguarda il centro storico di Venezia, è fondamentale affrontare il problema delle acque alte e risolvere il problema della mobilità, della regolamentazioni dei flussi turistici e dell'edilizia in città, che sta penalizzando fortemente il tessuto sociale.
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