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provincia di Venezia, tra tradizione e
innovazione"
Situata nella parte orientale della Pianura
padana, la provincia di Venezia – con
836.596 abitanti – si sviluppa
a semicerchio lungo il Mar Adriatico, dalla
foce del fiume Tagliamento a Nord, all'Adige
a Sud, per uno sviluppo costiero di circa
96 Km. Confina con le province di Udine
(ad Est), Pordenone e Treviso a Nord, Padova
e Rovigo (rispettivamente ad Ovest e a
Sud), e rappresenta lo sbocco al mare di
una delle aree più ricche e più produttive
del Paese.
Sono presenti tutte le infrastrutture necessarie ad una grande area metropolitana:
il porto passeggeri e commerciale a Venezia, quello industriale, commerciale
e petrolifero a Marghera, quello commerciale e peschereccio di Chioggia, l'aeroporto
internazionale Marco Polo di Tessera (terzo scalo italiano per passeggeri di
linea) e l’aeroporto turistico Nicelli in Lido di Venezia.
Una moderna rete di autostrade consente un allacciamento efficiente sia con l'interno
(Milano-Torino, Bologna-Firenze-Roma, Ravenna-Ancona) sia con l'estero (la Baviera,
il Tirolo, i Balcani). Una fitta rete di strade statali a lunga percorrenza,
un articolato sistema idroviario, ottimi collegamenti ferroviari nazionali ed
internazionali pongono l'intera area in una posizione strategica nei rapporti
con il mar Mediterraneo, l'Italia e il Centro Europa.
Venezia costituisce infatti un importante
snodo del Corridoio Transeuropeo n. 5 – grande asse ferroviario ed autostradale che l’UE si è impegnata
a realizzare entro il 2015 e che, lungo un asse Ovest-Est, collegherà Barcellona
a Kiev – e potrà quindi sfruttare le direttrici logistiche con il
bacino dell’Est Europa.
Dai dati più recenti elaborati dall’Istituto
G. Tagliacarne di Roma (anno 2006) relativi
alla provincia di Venezia, emerge che il valore
aggiunto ha origine per l’1,5%
dall'agricoltura, per il 18,4% dall'industria
manifatturiera, per il 7,1% dalle costruzioni,
per il 73,1% dai servizi.
Nel 2007, le forze lavoro in
provincia di Venezia ammontano a oltre
361 mila unità e sono costituite
per il 60% da uomini e per il restante
40% da donne. Il tasso di attività provinciale
(rapporto tra forze lavoro e popolazione
compresa tra 15-64 anni) è pari,
secondo le rilevazioni dell’Istat,
al 64,6%, contro un dato a livello regionale
del 68,1%.
Il tasso di occupazione (rapporto
tra occupati e popolazione compresa tra
15-64 anni) della provincia di Venezia è del
62,7% (quello veneto è pari al 65,8%),
mentre il tasso di disoccupazione (rapporto
tra persone in cerca di occupazione e forze
lavoro) è del 2,9%, inferiore di
0,4 punti percentuali a quello registrato
per il Veneto.
Del totale occupati nella provincia (351
mila), il 2,6% trova lavoro nel comparto
agricoltura, il 29% nell’industria,
il 68,3% nel commercio e nei servizi.
Per quanto riguarda i flussi di import/export
del 2007, le esportazioni sono
aumentate del 14,1% e il peso dell’export
veneziano a livello veneto si è attestato
attorno al 10,8%.
I comparti che hanno segnato i risultati
più interessanti sono quelli dei mezzi
di trasporto, con un aumento delle
esportazioni di oltre l’81%, quello
dei metalli e prodotti in metallo che
ha i visto i valori di export registrare
un incremento di poco inferiore al 24%,
e quello delle macchine ed apparecchi
meccanici, con un aumento nei valori
delle esportazioni dell’8,3%.
Nel 2007 il settore dei prodotti chimici
e materie plastiche – tra i
più importanti della provincia – ha
visto diminuire le esportazioni di “prodotti
chimici di base” del 34,8% e di “fibre
sintetiche e artificiali” del 37,7%.
Sono inoltre aumentate del 19,6% le esportazioni
relative alla voce “articoli
di abbigliamento ed accessori”;
buoni segnali di ripresa si avvertono anche
per il settore “calzature”,
il cui export è aumentato del 2,6%.
Per quanto riguarda le altre produzioni
tipiche della provincia veneziana, si segnala
un aumento nelle vendite verso l’estero
delle “bevande” di
circa l’11%, valori in aumento dello
0,8% per la voce “mobili”,
così come la voce “vetro
e lavori in vetro” registra
un valore in aumento dell’1%. In
aumento anche il flusso delle esportazioni
della voce “apparecchi di illuminazione
e lampade elettriche”, che registrano
un incremento del 6,7% rispetto al 2006.
Tra i principali partner della provincia
si segnalano gli Stati Uniti (+20,5%),
la Germania (+14,1%), e le Bahamas (+176.173%
grazie alle commesse di “navi e
imbarcazioni”).
Interessante il dato delle esportazioni
provinciali verso i Paesi Arabi (Iran,
Iraq, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti,
Siria, Qatar, Kuwait, Libano, Bahrein,
Giordania, Yemen, Oman, Territori Palestinesi),
area geografica verso la quale le esportazioni
della provincia di Venezia sono aumentate
di oltre il 30%.
Da notare l’incremento dei flussi
di export provinciali verso la Cina (+15,5%).
Da segnalare infine, a livello complessivo,
l’aumento del 17% dei valori delle
esportazioni veneziane verso i Paesi entrati
nell’Unione Europea dall’1/5/2004
(Repubblica Ceca, Repubblica Slovacchia, Estonia,
Lettonia, Lituania. Polonia, Ungheria,
Slovenia, Malta e Cipro).
Per quanto riguarda le importazioni (+6,2%
rispetto al 2006), Venezia si colloca al
3° posto nella graduatoria della province
venete, dopo Verona e Vicenza, con un peso
relativo del 15 per cento. A tal proposito,
si segnala il primo posto della Libia tra
i principali Paesi fornitori (+26,3%),
seguita dalla Germania (-3,4%), dagli Stati
Uniti (+58,8% rispetto al 2006) e dalla
Cina (+28,4%).
Nel 2007, a conferma del trend negativo
manifestatosi negli ultimi tre anni, si
segnala un disavanzo della bilancia commerciale
della provincia di Venezia superiore a
670 milioni di euro, motivato prevalentemente
dall’aumento del prezzo dei prodotti
energetici e delle materie prime sui mercati
internazionali.
LE ATTIVITA' ECONOMICHE
La provincia di Venezia si contraddistingue
per la grande varietà dei comparti
produttivi:
- il sistema portuale ed aeroportuale e
i relativi servizi intermodali e logistici,
che hanno visto il riconoscimento da
parte della Regione Veneto (in base alla
Legge Regionale n. 8/2003 e successive
modifiche) del “Metadistretto Logistico
Veneto” che riunisce le imprese
del settore operanti nelle province di
Verona, Padova, Venezia e Treviso;
- il turismo e i servizi alberghieri
e di ristorazione: diffusi,
oltre a Venezia, fra le ville Venete
lungo la Riviera del Brenta e lungo
l'intero litorale, con un totale di
11.739 imprese turistiche attive. I
dati della Provincia di Venezia - settore
Turismo - relativi al 2007, segnalano
quasi 7,4 milioni di arrivi (il 72,6%
costituito da cittadini stranieri)
e oltre 33 milioni di presenze, di
cui il 65,9% di turisti provenienti
dall’estero.
- il comparto agro-alimentare che
comprende alcune delle produzioni di
cereali più importanti del veneto
Orientale, tra cui mais, grano, orzo;
le coltivazioni industriali di soia e
barbabietola; l'orticoltura, con il rinomato
radicchio rosa di Chioggia; i vini prodotti
principalmente nell’area orientale
della provincia, intorno a Portogruaro,
con la celebre zona a denominazione d'origine
controllata di Lison-Pramaggiore, e gli
altrettanto noti vini del Piave, nei
dintorni di San Donà di Piave,
nonché le nuove DOC “Riviera
del Brenta” e “Corti Benedettine
del Padovano”, situate nella parte
occidentale della provincia.
Sono presenti inoltre importanti aziende
produttrici di acque minerali e bevande,
paste alimentari, industrie conserviere;
- la pesca e l’acquacoltura,
imperniata sulla marineria di Chioggia
e sulla vallicoltura in laguna, che dà varietà pregiate
come l'orata e il branzino;
- il polo industriale di Porto Marghera
dove sono presenti i settori della
chimica, della lavorazione del gas e
dell'energia, delle materie plastiche,
della ceramica e del vetro
industriale, nonché il settore
metalmeccanico e siderurgico;
- il comparto dei mezzi di trasporto,
che raggruppa l'industria cantieristica,
famosa a livello internazionale per aver
costruito alcune delle navi passeggeri
più grandi del mondo (all’interno
del settore è stato riconosciuto,
inoltre, dalla Regione Veneto, con Legge
Regionale n. 8/2003 e successive modifiche,
il “Distretto della Cantieristica
Nautica Veneziana”), il settore
degli aeromobili, specializzato
nella trasformazione, manutenzione e
costruzione di parti di veicoli (anche
in questo caso, le aziende del settore
si sono costituite nel “Distretto
Veneto dell’Aerospazio e dell’Astrofisica – SKYD” per
ottenere il riconoscimento da parte della
Regione Veneto), nonché la produzione
di motocicli e di parti
di ricambio per l'industria motoristica;
- il “Metadistretto Calzaturiero
Veneto”, che riunisce,
in particolare le aziende situate sulla
Riviera del Brenta e il “Distretto
del Vetro artistico di Murano”,
settori entrambi di antica tradizione
produttiva e a forte vocazione internazionale,
che sono stati riconfermati quali importanti
filiere produttive con la Legge Regionale
n. 8 del 2003 e successive modifiche.
Il primo ricava dall'export il 90%
del fatturato; il secondo esporta oltre
il 50% del valore prodotto;
- il polo tecnologico delle nanotecnologie,
che vede coinvolti il Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della
Ricerca, la Regione Veneto, i Comuni,
le Province e le Camere di Commercio
di Venezia e Padova e che si prefigge
- per il tramite della società consortile
per azioni Veneto Nanotech - di
stimolare le aziende a conoscere ed applicare
le nanotecnologie ai propri processi
produttivi e contemporaneamente di rendere
il Veneto un ambiente fertile in questo
settore attraverso l’attrazione
di centri di ricerca e la formazione
di eccellenza.
- va inoltre ricordato il Patto per lo
sviluppo del “Metadistretto
Veneto dei Beni Culturali” – approvato
dalla Regione Veneto – che raggruppa
le imprese operanti nella filiera del
restauro e conservazione di beni culturali
mobili ed immobili.
Per ulteriori informazioni sui distretti
presenti in provincia di Venezia e nella
regione Veneto consultare il sito: http://www.distrettidelveneto.it/
Infine, vi è un'articolata presenza
sul territorio di sistemi di dimensioni
più ridotte come ad esempio il comparto
del tessile-abbigliamento-maglieria,
che si sviluppa principalmente nei Comuni
di Cavarzere, Cona e Chioggia, e del mobile,
la cui produzione è situata prevalentemente
nella zona orientale della provincia veneziana.
PROSPETTIVE
Gli sforzi del sistema pubblico veneziano
sono rivolti a favorire l’internazionalizzazione
delle Piccole Medie Imprese della provincia,
con particolare riguardo all'integrazione
delle stesse nell'area Veneta - uno dei
sistemi produttivi più avanzati
d'Europa - e con i mercati emergenti dell'area
Mediterranea e dell'Europa centrale ed
orientale, soprattutto con riferimento
ai dieci Paesi entrati a far parte dell’Unione
Europea il 1° maggio 2004 (Repubblica
Ceca, Repubblica Slovacca, Estonia,
Lettonia, Lituania. Polonia, Ungheria,
Slovenia, Malta e Cipro), e a Romania e
Bulgaria, entrate nella U.E. dal 1 gennaio
2007, senza dimenticare le opportunità offerte
da mercati quali Cina, India, Russia e
Brasile.
Al tempo stesso è vitale la valorizzazione
delle specificità turistiche di
Venezia, che ne fanno una meta unica al
mondo, nonché delle potenzialità offerte
dalle spiagge del litorale e dalle ville
della Riviera del Brenta, coniugando le
esigenze di un turismo culturale delle
città d’arte, con quello enogastronomico
e balneare. Di qui la necessità di
continuare a migliorare le infrastrutture
ed i collegamenti con iniziative rivolte
a particolari segmenti di mercato (ad esempio
il traffico crocieristico, i collegamenti
con l'Oriente, i traghetti veloci).
Complemento naturale di queste strategie è l'Ambiente,
da qui l’esigenza di indirizzare
la crescita verso uno “sviluppo sostenibile” sia
dal punto di vista economico che sociale
e ambientale.
L’obiettivo è, dunque, il
miglioramento qualitativo dell’economia
e non unicamente la sua crescita quantitativa.
La ricerca di forme di energia rinnovabili,
alternative e pulite, quale potrebbe essere
quella generata dall’idrogeno, è un
esempio delle sfide che l’industria
gravitante intorno al polo di Porto Marghera
dovrà necessariamente affrontare
nei prossimi anni.
I primi progetti di riqualificazione urbanistica
hanno già prodotto risultati importanti,
come il Parco Scientifico e Tecnologico
a Marghera, incubatore di imprese operanti
nel campo della ricerca, dei nuovi materiali,
delle bio-tecnologie e dell'informatica.
Infine, per quello che riguarda il centro
storico di Venezia, è fondamentale
affrontare il problema delle acque alte
e risolvere il problema della mobilità,
della regolamentazioni dei flussi turistici
e dell'edilizia in città, che sta
penalizzando fortemente il tessuto sociale.
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